Al centro dell’Opera dei Santi Angeli vi è il Dio Uno e Trino, che è anche il centro della vita degli Angeli. L’aspirazione alla santità si concretizza in quattro direzioni fondamentali: adorazione, contemplazione, espiazione e missione.
1. La direzione fondamentale dell’adorazione comprende la partecipazione riverente, se possibile quotidiana, alla celebrazione della Santissima Eucaristia; l’amore per la preghiera e per l’adorazione del Signore nel Sacramento dell’Altare; e l’impegno a vivere costantemente alla presenza di Dio, sull’esempio dei santi Angeli.
2. La direzione fondamentale della contemplazione ci insegna ad accogliere in silenzio la parola di Dio, come Maria; a custodirla nel cuore e tradurla in gesti concreti di vita.
3. La direzione fondamentale dell’espiazione richiede la disponibilità alla preghiera e al sacrificio per chi è in difficoltà, soprattutto per i sacerdoti. Ogni giovedì sera e venerdì, i membri ricordano in preghiera e meditazione la Passione e Morte di Cristo (Passio Domini).
4. La direzione fondamentale della missione ci conduce all’obbedienza pronta e generosa, sull’esempio dei santi Angeli; all’adempimento della volontà di Dio nelle piccole e grandi cose: nei comandamenti di Dio, nelle prescrizioni della Chiesa, nei doveri quotidiani; alla preparazione alla lotta per la salvezza delle anime, per l’edificazione della Chiesa e per il sostegno di ogni necessità.
Sette caratteristiche
Il primo passo dell’impegno per la Chiesa è la conversione personale. Per questo i santi Angeli chiedono ai membri dell’Opera dei Santi Angeli di coltivare alcune virtù fondamentali: fedeltà, umiltà, obbedienza, amore, silenzio, temperanza e imitazione di Maria.
1. Fedeltà. All’inizio gli Angeli furono distinti in fedeli e infedeli. Pertanto, la fedeltà è il segno distintivo dei santi Angeli. I membri dell’O.A. si radicano nella fedeltà a Dio, alla Vergine Maria, agli Angeli, ai Santi e alla Chiesa.
2. Umiltà. In contrasto con gli angeli caduti che dissero «Non servirò», i santi Angeli rimasero fedeli grazie alla loro profonda umiltà. Per collaborare con i santi Angeli, anche noi siamo chiamati a servire Dio con gioia e umiltà, poiché «Dio ama chi dona con gioia».
3. Obbedienza. I santi Angeli sono «potenti esecutori dei comandi di Dio, attenti alla voce della sua parola» (Sal 103,20). La crescita spirituale passa attraverso la sottomissione volontaria a Dio, alla Chiesa e alle legittime autorità.
4. Amore. «I Serafini sono chiamati ardenti, ma tutti gli Angeli ardono allo stesso modo d’amore per il loro Creatore» (San Gregorio Magno, Omelie sui Vangeli 34,14). L’amore per Dio e per il prossimo deve essere il centro dei nostri pensieri, parole e azioni.
5. Silenzio. Gli Angeli «contemplano continuamente il volto di Dio» (Mt 18,10). Sebbene siano inviati da Dio per svolgere molti ministeri esteriori, al servizio e alla protezione delle creature, la loro azione non li separa mai dalla contemplazione interiore. Anche mentre compiono la loro missione, essi rimangono costantemente rivolti a Dio, immersi nel silenzio adorante che li unisce al Creatore. Il silenzio interiore ci aiuta a svuotarci dai desideri vani e ad ascoltare la voce di Dio.
6. Temperanza. Come santi ministri di Dio, gli Angeli agiscono sempre con misura e ordine. I membri dell’O.A. cercano di mantenere equilibrio e disciplina, ordinando le passioni ed evitando la sensualità.
7. Imitazione di Maria. Gli Angeli servono Maria come loro Regina e Signora. Maria è modello di ascolto, obbedienza, povertà, purezza e fedeltà. I membri dell’O.A. si impegnano a imitarla, soprattutto nel suo «fiat» e nella sequela di Cristo fino alla Croce.
Passio Domini
Il primo Giovedì Santo, Gesù si recò nel giardino del Getsemani per pregare, segnando l’inizio della Sua Divina Passione. Disse: «Padre, se è tua volontà, allontana da me questo calice; tuttavia, non sia fatta la mia volontà, ma la tua» (Lc 22,42). Allora un Angelo apparve dal cielo per dargli forza.
Come l’Angelo rafforzò il Signore, così noi ci raduniamo davanti alla Santissima Eucaristia per sostenere spiritualmente i nostri sacerdoti, tramite l’intercessione dei santi Angeli.
La Redenzione di Cristo – la Sua sofferenza, morte e risurrezione – sono il cuore della fede cattolica. Nell’Opera dei Santi Angeli, questo mistero viene commemorato ogni giovedì e venerdì nella celebrazione della Passio Domini, dove contempliamo e condividiamo la Sua sofferenza redentrice.
Un Angelo fu mandato a Gesù nella Sua agonia, mentre i tre apostoli dormivano. Gesù chiese loro: «Non potete vegliare un’ora con me?» (Mt 26,40). San Giovanni Paolo II commentò che questo rimprovero riguarda ogni discepolo di Cristo: la Chiesa stessa cerca di colmare il vuoto lasciato da quell’ora perduta, vegliando oggi con il Maestro nel Getsemani.
«In un certo senso la Chiesa sente ancora queste stesse parole: il rimprovero rivolto ai tre apostoli è accettato dalla Chiesa come se fosse rivolto a lei stessa, e cerca di colmare il vuoto lasciato da quell’ora perduta in cui Gesù rimase completamente solo nel Getsemani. […] E ora la Chiesa cerca ancora di recuperare quell’ora nel Getsemani – l’ora persa da Pietro, Giacomo e Giovanni – per compensare la mancanza di compagnia del Maestro che aumentò la sofferenza della Sua anima» (Segno di contradizione).
Gesù fu confortato non solo dall’Angelo, ma anche dalle anime generose che Egli previde: uomini e donne che, mossi dal Suo lamento, Lo accompagnano nella preghiera e nella compassione.
Papa Pio XI, nell’enciclica Miserentissimus Redemptor, scrisse che «se a causa anche dei nostri peccati futuri, ma previsti, l’anima di Gesù divenne triste sino alla morte, non è a dubitare che qualche conforto non abbia anche fin da allora provato per la previsione della nostra riparazione, quando a lui apparve un Angelo dal cielo (cfr. Lc 12,43) per consolare il suo cuore oppresso dalla tristezza e dalle angosce. E così anche ora in modo mirabile ma vero, noi possiamo e dobbiamo consolare quel Cuore Sacratissimo che viene continuamente ferito dai peccati degli uomini ingrati, giacché – come si legge anche nella sacra liturgia – Cristo stesso si duole, per bocca del salmista, di essere abbandonato dai suoi amici: Smacco e dolore mi spezzano il cuore; mi aspettavo compassione, ma non ce ne fu, qualche consolatore, e non l’ho trovato (cfr. Sal 69,21)».
Incoraggiati da queste parole, condividiamo con amore la Passione di Nostro Signore attraverso la preghiera, la compassione e il sacrificio, offrendogli così un po’ di sollievo e cooperando con Lui per la nostra salvezza e quella degli altri.
Questa devozione è particolarmente urgente nell’attuale situazione della Chiesa e del mondo. I sacerdoti e i vescovi hanno bisogno di sostegno spirituale per testimoniare con coraggio la verità del Vangelo. Desideriamo dare loro sostegno affinché possano sopportare il peso di guidare sia la Chiesa che il mondo sulle vie di Dio, come buoni pastori secondo il Cuore di Cristo.
Per questo, invitiamo alla celebrazione comunitaria della Passio Domini ogni giovedì e venerdì. Le ore della Passione sono momenti di grazia e di intercessione. Chi non può partecipare ogni settimana, può farlo almeno una volta al mese o nei primi giovedì e venerdì. I mezzi più efficaci sono: la Santa Messa, l’adorazione del Santissimo Sacramento, il rosario, la via crucis.
Desideriamo condividere questa dimensione essenziale della spiritualità dell’O.A. con tutti coloro che desiderano dedicarsi in modo speciale a consolare il Cuore di Cristo e a riparare i propri peccati e quelli degli altri. La Passione di Cristo è al centro di ogni spiritualità. Sebbene questa devozione richieda sacrificio, è una delle opere più preziose che possiamo compiere per la Chiesa oggi. Gesù ha bisogno di anime generose che, con la grazia di Dio, compiano grandi cose attraverso la piccola via della preghiera e del sacrificio.