L’Opera dei Santi Angeli è nata come risposta ai segni dei tempi, con l’intento di valorizzare l’aiuto degli Angeli nelle lotte spirituali di oggi e di domani. La Chiesa e l’umanità hanno bisogno della loro presenza e del loro sostegno per affrontare queste sfide.
San Giovanni Paolo II ricordava:
«Possa la preghiera fortificarci per quella battaglia spirituale di cui parla la Lettera agli Efesini (Ef 6,10). È a questa stessa battaglia che si riferisce il Libro dell’Apocalisse, richiamando davanti ai nostri occhi l’immagine di san Michele Arcangelo (Ap 12,7). Aveva certamente ben presente questa scena Papa Leone XIII, quando introdusse in tutta la Chiesa una speciale preghiera a San Michele. Invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere aiuto nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo» (24 aprile 1994).
Gabriella Bitterlich
L’Opera dei Santi Angeli vide la luce la domenica in albis del 1949 (25 aprile), a Innsbruck, in Austria. Dio scelse come strumento una semplice madre di famiglia: Gabriella Bitterlich (1896–1978).
Fin da bambina, Gabriella ebbe un rapporto speciale con il suo Angelo Custode, che le apparve per la prima volta a soli quattro anni. Pur obbligata dalla madre a mantenere il silenzio, continuò a ricevere la sua presenza e il suo sostegno, custodendo interiormente questa amicizia spirituale.
Nel 1919 sposò Hans Bitterlich e insieme ebbero tre figli. Dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia si aprì all’accoglienza adottando tre bambine rifugiate, sorelle orfane.
Durante gli anni della guerra, il Signore introdusse Gabriella sempre più profondamente nei misteri della Redenzione, con l’aiuto del suo Angelo Custode. Ogni settimana riviveva le ore della Passione di Cristo: dall’agonia al Getsemani, alla Via Crucis, fino alla Croce. Queste esperienze diventarono il cuore della spiritualità dell’Opera dei Santi Angeli.
A metà degli anni Quaranta, Gabriella iniziò a confidare al suo confessore i dettagli della sua intimità con l’Angelo Custode. Nel 1949, nella notte tra il 24 e il 25 aprile, il Signore le affidò la missione di scrivere sugli Angeli. Nonostante questo compito, Gabriella continuò a vivere pienamente la sua vocazione di moglie e madre, dedicandosi anche ai poveri e ai bisognosi: due volte a settimana visitava famiglie indigenti, aiutando nelle faccende domestiche e nella cura dei bambini. Per molti fu madrina di battesimo e di cresima, e per tutti una presenza luminosa, un «angelo custode visibile».
Negli ultimi anni si ritirò nel Monastero di San Petersberg a Silz, in Austria, dove concluse la sua vita terrena il 4 aprile 1978, dopo aver sopportato con pazienza varie sofferenze.
Sviluppo dell’Opera dei Santi Angeli
Dal 1951 il vescovo di Innsbruck, Mons. Paulus Rusch, seguì da vicino la crescita dell’Opera dei Santi Angeli, alla quale aderirono sempre più fedeli: laici, religiosi e sacerdoti. Nel 1961, lo stesso vescovo eresse canonicamente la Confraternita degli Angeli Custodi come associazione pubblica di fedeli. Negli anni ’60 e ’70 il movimento iniziò a diffondersi in varie parti del mondo.
Tra i membri dell’O.A. maturò anche il desiderio di una vita consacrata secondo la spiritualità del movimento. Questo portò, nel 1979, alla restaurazione dell’Ordine dei Canonici Regolari della Santa Croce con il decreto pontificio Perantiquus ordo. Più tardi, nel 2002, fu eretto canonicamente a Innsbruck il ramo femminile, le Suore della Santa Croce. Inoltre, si sviluppò l’Opera Ausiliaria Missionaria, che aspira a diventare un istituto secolare della Chiesa: i suoi statuti furono approvati nel 1998 dall’arcivescovo di Aparecida (Brasile) e confermati nel 2008, insieme al riconoscimento come associazione pubblica di fedeli.
Il cammino dell’O.A. verso il pieno inserimento nella vita della Chiesa ha richiesto un lungo dialogo con le autorità ecclesiastiche. Tra il 1977 e il 1992, la Congregazione per la Dottrina della Fede (oggi Dicastero per la Dottrina della Fede) esaminò approfonditamente la dottrina e le pratiche del movimento. Questo processo portò a due documenti ufficiali:
una Lettera con le decisioni approvate dal Papa il 24 settembre 1983;
il Decreto Litteris diei del 6 giugno 1992.
Entrambi stabilivano che i membri dell’O.A., nel promuovere la devozione agli Angeli, dovessero attenersi alla dottrina e alla Tradizione della Chiesa, evitando l’uso dei «nomi» provenienti dalle presunte rivelazioni private attribuite a Gabriella Bitterlich e ogni teoria collegata a esse. L’attuazione di queste disposizioni fu affidata a un Delegato della Santa Sede.
Il 5 luglio 2024, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha emanato un nuovo decreto che ha abrogato quello del 1992, compreso l’ufficio del Delegato.
Oggi, con la benedizione della Chiesa, l’Opera dei Santi Angeli continua il suo apostolato per l’edificazione della comunità cristiana e la salvezza delle anime.